La prima data storicamente certa sul gatto norvegese delle foreste risale al 1599.
Il prete e naturalista norvegese Peter Clauson Friis, allora residente in Norvegia, classificò questa razza per la prima volta, dividendo le linci norvegesi in tre sottoclassi: la lince lupo, la lince volpe e la lince gatto, appunto il “Norsk Skaukatt”.
Questa razza fu quindi inizialmente considerata una sorta di lince, non solo esteticamente ma anche nel comportamento.
Intorno agli anni ‘30 il gatto norvegese rischiò di estinguersi a causa di un processo di industrializzazione che minacciava il suo habitat naturale, finchè nel 1976 fu fondato da un gruppo di allevatori il Norsk Skogkatting e cioè il club del Gatto Norvegese delle Foreste, che tutt’oggi tutela le caratteristiche naturali di questa razza e che ufficialmente fu riconosciuto dalla FIFé (Federation Internationale Féline) nel 1977.
Fino al 1990 in Scandinavia furono selezionati e riconosciuti esemplari di norvegesi da riproduzione presi dalle campagne.
Tutti i norvegesi delle foreste registrati nei pedigree FIFè sono discendenti di gatti norvegesi, svedesi o finlandesi, senza possibilità alcuna di incroci.
Il primo gatto a diventare campione mondiale è stato nel 1991 Flatland’s Bjørnstjerne.
In Italia il primo gatto Norvegese delle Foreste fu importato da Elena Scorta negli anni Ottanta.

Il Norvegese più famoso si ritiene sia stato Truls, un magnifico esemplare maschio Brown Makarel Tabby con bianco. E’ il gatto che ha convinto i giudici a riconoscere il Norvegese delle Foreste come razza a sé stante. Ha vinto riconoscimenti internazionali, e per un po’ è stato ritenuto un’orgoglio nazionale.