Ci sono molte leggende nate intorno al gatto norvegese delle foreste. La sua imponenza, il carattere fiero e la sua natura selvatica hanno suggestionato la mitologia e la letteratura popolare dei paesi nordici.
In un lontano paese del Nord viveva Freya, una dea bellissima e ribelle che passava tutto il suo tempo in compagnia di maestosi gatti bianchi dal mantello fitto, lungo e soffice. Si racconta che questi splendidi gatti deliziavano la dea nelle sue giornate tristi facendole tante fusa.

Nella raffigurazione di Freya, dea dell’amore e della fertilità la si vede spesso sul suo carro Betulla trainato da 2 gatti alati, si dice che dopo sette anni i gatti venissero liberati e trasformati in streghe.
Si racconta poi che i cuccioli di gatto venissero spesso regalati in nome di Freya alle giovani spose, vincolando così l’autorità della dea sia sui gatti che sulle storie d’amore.
Nella mitologia scandinava Odino era considerato re degli dei, mentre Thor era un po' più il dio degli uomini, tanto che i Vichinghi si definivano Popolo di Thor. Si racconta che il possente dio del folgore, messo alla prova si dimostrò incapace di sollevare un enorme esemplare di gatto di questa razza.
Altre leggende riconducibili ai Vichinghi raccontano che i progenitori del Norvegese delle Foreste venivano impiegati da questo popolo nei lunghi viaggi per mare per tenere le loro stive sgombre dai topi ed in poco tempo il Norvegese divenne anche il gatto domestico delle loro case.


Il gatto con gli stivali, protagonista dell'ononima favola, si dice sia un norvegese delle foreste. Gli "stivali" sono dovuti alla caratteristica culotte di pelo che questa razza sviluppa sulle zampe posteriori.